AZIZ SAHMAOUI & UNIVERSITY OF GNAWA

Progetto originale di questo musicista originario del Maghreb e cresciuto a Marrakesh, il centro del meeting pot culturale delle diverse tribù del Marocco, dove Aziz è considerato una vera fonte di ispirazione per molti musicisti della nuova generazione. Dal Sahara al cuore dell’Europa, Aziz è stato tra i fondatori della mitica Orchestre National de Barbès, divenendo un musicista fondamentale nella storia della World Music, collaborando con Joe Zawinul e infine fondando questo nuovo gruppo con cui, partendo dal fascino ipnotico della musica Gnawa, propone una magica fusione tra musica araba e sound dell’Africa Nera.
Tutto è iniziato nel 2010 al Club Kawa, a Parigi. In fondo alla sala, in un palco minuscolo condiviso da amici musicisti. Aziz Sahmaoui, invita Alioune Wade (altro membro dei Zawinul Syndacate) per provare alcune melodie che aveva in testa da molto tempo. La notizia raggiunge le orecchie di altri musicisti. Tra loro Hervé Samb, Cheikh Diallo e Adhil Mirghani che sono coinvolti nel progetto. La voce cresce, il pubblico accorre sempre più attratto da musica così insolita, il cui segreto risiede in una sapiente miscela di ritmi trance Gnawa marocchini e melodie senegalesi. University of Gnawa è nato.
Esce subito un primo album con lo stesso nome, unanimemente lodato dalla critica.
Aziz in quest’album torna alla sua infanzia, a Marrakech, dove la musica gnawa invade piazza Jemaâ el Fna tutte le sere, non solo per il piacere dei turisti, ma soprattutto per quello dei marrachki, per cui rappresenta la musica del quotidiano. L’album comprende un buon numero di canzoni tradizionali, arrangiate dall’artista, canti religiosi, come tutto il repertorio gnawa, musica sacra che ha lo scopo di stabilire un legame diretto con i santi protettori e allontanare gli spiriti malvagi, in un sincretismo afro-islamico.
Da quel momento Aziz Sahmaoui & University of Gnawa calca il lungo e in largo le scene francesi, europee e nord africane, dove il pubblico adora questa musica: ritornelli orecchiabili, groove e senso inestinguibile dell’improvvisazione, per fare della sua musica un linguaggio in perpetuo movimento.
In questo suo movimento, Aziz trova il tempo di una folgorante collaborazione con il chitarrista flamenco El Niño Josele. I due musicisti hanno molto in comune. Josele è un degno rappresentante di flamenco moderno e con Aziz condivide la stessa visione della tradizione, lo stesso interesse per il jazz. I due collaborano ad una creazione, arricchiti delle loro rispettive esperienze, per dar vita a una nuova musica, profonda e avvolgente. Una unione naturale tra due artisti, con la stessa esigenza di curiosità e libertà musicali.
Ma è il tempo di tornare al vecchio amore, e Aziz, con il suo nuovo album “Mazal”, mette tutti d’accordo. Il suo secondo album, è quello della maturità, quello in cui riassume tutti i suoi amori musicali – gnawa, rock e fusion – e dove emerge come un cantautore con cui fare i conti.
Proclamandosi naif e sognatore, Aziz ha una missione in mente, tenere sempre aperto il cerchio, condividere ed evolvere. La sua voce ammaliante si trasforma in un un bluesman, un muezzin o crooner, e ci trasporta inesorabilmente nel suo universo poetico dove l’amarezza di tutti i giorni si scioglie in una giubilante energia.

Line up:
Aziz Sahmaoui : Lead voice, ngoni, mandole
Hervé Sambe : guitar,vocal
Alioune Wade : Bass, vocal
Cheikh Diallo : kora, keyboard, vocal
Adhil Mirghani : percussions, vocal

Live in Couleurs du Monde

Live in Essaouira

Live in Festival Mawazine

“Mazal”

“Miskina”