ELINA DUNI QUARTET

Elina Duni è una stella nascente nel panorama jazz europeo, la sua voce ci ipnotizza con antiche canzoni albanesi interpretate in chiave jazz, grazie alla sua superba voce e alla grande intensità dei suoi musicisti. La musica è soffice, intimamente meditativa e appassionata. Con uno guardo alle proprie radici, ma da un punto di vista attuale. La sua conoscenza del jazz vocale entra in una comunione sensuale e vibrante, con un amore non negoziabile delle tradizioni musicali secolari del suo paese natale, l’Albania. Il risultato è da mozzare il fiato. La sua voce-strumento è assolutamente naturale, libera e lontana dagli svolazzi glamour così alla moda in questi tempi. Il canto di Elina è una carezza, ma tutt’altro che evanescente: è una voce intensa e struggente, raffinata eppure viscerale
Nata in una famiglia d’artisti a Tirana, insofferenti al dispotismo, Elina era una bambina che sapeva cantare antiche canzoni tradizionali della sua terra, poi educata al jazz ed alle note classiche, infine lascia l’Albania all’età di dieci anni, e così Elina Duni trova la sua strada. Dopo incursioni nella musica classica, blues e standard di jazz, fu il suo pianista Colin Vallon, che la incoraggiò all’università a cantare in albanese.
Con una voce soul, una presenza scenica magnetica e supportata da ottimi musicisti, si è esibita ormai sui palcoscenici dei più importanti festival jazz internazionali.

Un esperto di jazz, Konrad Heidkamp, ha scritto una recensione del suo primo disco dicendo di che “la poesia non ha paese”, alludendo al modo in cui Elina ha unito la sua cultura d’origine con il jazz. “D’altro canto il jazz è la musica di coloro che sono in esilio, è una forma di espressione in cui la musica occidentale incontra il blues e la musica che viene dall’Africa. Il jazz dunque è un luogo di incontro, è per definizione un miscuglio. Il jazz, inoltre è una musica intrinsecamente innovativa, perché prescrive l’improvvisazione ed è l’improvvisazione che genera il rinnovamento. Permette la ricerca di nuove soluzioni, spinge ad uscire dagli schemi rigidi. Si può quindi affermare che per Elina il jazz non è uno stile, ma un modo di concepire la musica».

Molto importante nell’esperienza della Duni è il rapporto di collaborazione e di mutua creatività che si costruisce con i suoi partner. «Quando il pubblico europeo sente parlare di musica dei Balcani ha l’immagine di una musica da orchestra di ottoni, alla Bregovic. La nostra proposta ha il vantaggio di aver diversificato la sonorità. La particolarità del lavoro è data dal coinvolgimento dei tre musicisti eccezionali che compongono il gruppo, Colin Vallon al pianoforte, Patrice Moret al contrabbasso e Norbert Pfammatter alla batteria. Ognuno di loro ha portato il proprio bagaglio culturale in modo personale, ciò che ci ha permesso di guardare al jazz e all’improvvisazione come a una possibilità per trasformare dei brani tradizionali molto belli ma anche difficili da reinterpretare». Centrale, nella personalità dei brani, è anche il valore lirico dei testi: che Elina Duni abbia musicato una poesia di Ismail Kadare è significativo. «Sì, il testo e il suo suono sono fondamentali» spiega la cantante «in rapporto al significato raccontato in musica, sia che si tratti di una canzone d’amore oppure di una canzone d’esilio. Ho messo in musica una poesia di Kadare, e poi di un testo di mia madre, Bessa Myftiu. Anche lei è una scrittrice». Certo, il testo in albanese non può essere apprezzato immediatamente dagli ascoltatori: «Visto che canto in una lingua che non è conosciuta dal pubblico è molto importante spiegare di cosa parlano le canzoni in italiano, perché sono convinta che è molto più bello ascoltare un brano sapendo di cosa parla.

Nel suo concerto, Elina presenta del suo album “Matanë Malit”, pubblicato dalla prestigiosa etichetta ECM Records. Un disco di canti tradizionali albanesi interpretate dalla sua magnifica voce, coadiuvata da tre musicisti di assoluto livello che conferiscono all’album una pienezza di stile, un quadro sonoro nel quale si intersecano storie musicali diverse.
Scrive Elina nelle note che il disco è “l’eco della mia infanzia, del mio esilio e della mia riconciliazione con i due mondi che mi hanno formata”.

Il nuovo album di Elina Duni, anche questo per la ECM, uscirà a febbraio 2015.

“Syte”