REQUIEM FOR A DYING PLANET

Musiche per il Cinema di Werner Herzog, dai film ``The White Diamond`` e ``The Wild Blue Yonder``

Il cine-concerto Requiem for a dying planet propone l’esecuzione dal vivo delle colonne sonore, composte da Ernst Reijseger per due film di Werner Herzog: The wild blue yonder (L’Ignoto spazio profondo) e The white diamond (Il Diamante Bianco).

La musica ha sempre avuto un ruolo centrale nell’arte di Werner Herzog. Non è mai stata un’aggiunta ma sempre parte integrante di ogni sua creazione, ma nei suoi più recenti film, Herzog la usa per un passo ulteriore: “Voglio usare l’immaginazione ed il suono in un modo che non avete mai incontrato prima” così scrive all’inizio della produzione del suo  film “The Wild Blue Yonder”, in cui alcuni spettacolari filmati della Nasa si fondono con riprese degli abissi sotto la calotta antartica, in un meccanismo di sospensione sempre magico e conturbante. Altrettanto si può dire del precedente “The White Diamond” girato da Herzog aggregandosi alla spedizione di un ingegnere inglese che a bordo un aerostato si accinge a sorvolare le gigantesche cascate Kaieteur in Guyana. Il concerto vuole ricreare dal vivo la magica atmosfera di questi due film.

Lo spettatore/ascoltatore assiste all’amalgama di elementi musicali geograficamente lontani, che nella prospettiva nuova della loro unione cancellano le distanze geografiche, ripercorrendo la strada a ritroso fino a lasciar trapelare la loro origine comune. Per fare esperienza del linguaggio di Herzog lasciarsi disorientare è consigliato. Si possono scoprire luoghi mai visti, soltanto lasciandosi guidare nella variazione dello sguardo in nuove prospettive. In fondo è questo il grande potere del cinema.

Le musiche sono eseguite da un ensemble ugualmente strabiliante, in cui si miscelano il violoncello dell’olandese Ernst Reijseger (compositore di tutto il materiale), la voce del senegalese Mola Sylla, il piano di Harmen Fraanje e le polifonie del gruppo Tenore e Concordu di Orosei, cinque cantanti tradizionali sardi. L’effetto finale è quello di una trance fuori dal tempo e dallo spazio, l’intreccio virtuoso e ipnotico di ingredienti per un’audace coesione tra nord e sud del mondo, tra il jazz d’avanguardia e il patrimonio delle radici più lontane, per un risultato che lascia esterrefatti. La maggior parte dei pezzi di questo album sono state influenzate da composizioni originariamente scritte per riti religiosi, per ringraziare un potere divino, per parlare della tragedia e del senso di colpa degli esseri umani nella loro fede in Dio. Ma questa musica religiosa non resta senza un commento. Ernst Reijseger la sa adattare a nuovi suoni, ritmi e testi, per farne un Requiem, ma non di morte, bensì una musica dedicata a questo meraviglioso pianeta e alla bellezza della vita che potrebbe essere celeste se non esistessero le religioni.

Line up:
Ernst Reijseger: violoncello
Harmen Fraanje: piano
Mola Sylla: voce, xalam e m’bira
Piero Pala: voche e mesuvoche
Massimo Roych: voche
Gian Nicola Appeddu: contra
Mario Siotto: bassi
Tonino Carta: voche